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La caccia fotografica

La fotografia naturalistica è la tipologia che preferisco su tutte. Paesaggi incontaminati, scorci di natura fiorita, macro su coloratissimi insetti e fotografie di animali che vivono in libertà nelle oasi naturali sono le foto che più di tutte attirano la mia attenzione quando guardo le foto di fotografi affermati.

Tutte queste foto richiedo attrezzature, tecniche sofisticate e soprattutto conoscenza dei luoghi e della fauna per riuscire a portare a casa scatti davvero unici. La caccia fotografica è comunque la più appagante tra le esperienze a cui periodicamente mi dedico.
Non essendo il mio principale lavoro non posso dedicarmi ogni giorno ma, con un attenta pianificazione, riesco ad organizzare spesso delle uscite mattutine presso oasi WWFnella speranza di scattare foto ravvicinate ai soggetti, la maggioranza delle volte volatili. Nemmeno con un teleobiettivo tra i più spinti (il 600 F4 canon ad esempio) è garantita la possibilità di scattare foto degne di nota dato che gli uccelli che vivono nelle oasi sono molto diffidenti. A questo proposito le zone adibite alla caccia fotografica sono spesso fornite di capanni di avvistamento che permettono di fotografare o semplicemente osservare le meraviglie della fauna. Io preferisco appostarmi con un mio mini capanno mimetico:

Capanno mimetico Ameristep montato presso l'oasi WWF delle saline di Trapani e Paceco
 

E' di estrema comodità potermi addentrare in un oasi e scegliere in assoluta libertà la posizione che più mi piace. Il mio capanno mimetico, un Ameristep, è completamente ripiegabile e si smonta e rimonta in un paio di minuti. Quando è ripegato lo inserisco nella sua sacca e lo si porta comodamente  a spalla.

Prima di scendere nei particolari delle attrezzature e accessori vari vorrei fare alcune considerazione importanti: prima di intraprendere una qualsiasi attività naturalistica è bene conoscere le basi per poter "invadere" il territorio degli animali selvatici. E' importante sapere che alcuni animali, soprattutto gli uccelli, non sono molto felici di vedere all'alba delle nuove sagome che potrebbero minacciare la loro incolumità. Spesso basta solamente aggirasi nei pressi di un nido per far si che mamma uccello abbandoni i piccoli condannandoli a morte certa. 

Io vado in queste zone quando è notte fonda e piazzo il mio capanno facendo attenzione a fare silenzio più assoluto. Ho cura di non abbandonare nulla al di fuori e la mattina, dopo essere sorto il sole, gli uccelli si avvicinano abbastanza da farsi fotografare anche in presenza di questa "nuova sagoma" che ha un colore naturale rimanendo sempre molto guardinghi. L'ideale sarebbe piazzare una postazione mimetica in un buon posto, lontano da zone dove possono nidificare, e lasciare il tutto per qualche giorno prima di appostarsi per far abituare gli uccelli alla nuova presenza. Detto questo nelle oasi WWF trovate sempre i cartelli con le raccomandazioni e i divieti fondamentali da leggere attentamente.

 
L'ingresso a tali zone è consentito solamente a piedi o in bici nelle zone dove è adibita la percorrenza con strade apposite.

Tutto va fatto nel rispetto di queste zone che gli enti preposti si impegnano a preservare.
Ma veniamo alla spiegazione più dettagliata.
Gli accessori che io ritengo essenziali e l'attrezzatura che porto sempre con me sono:
  • Uno sgabellino richiudibile che io infilo nella sacca del capanno. Deve essere maneggievole e più leggero possibile. A volte le scarpinate sono davvero lunghe e si rischia di arrivare sfiniti alla meta. Ai piedi dello sgabello sarebbe opportuno far saldare delle basettine metalliche quadrate larghe diciamo un 5cm quadrati perchè altrimenti i piedi affondano nel terreno, spesso umido, e si rischia di stare scomodi. Io non lo ancora fatto ma credo che lo farò presto.

  • Un tappetino sintetico molto resistente. Io ho comprato uno scampolo di fitta e resistente rete verde che stendo a terra per mettere sopra zaino, treppiede , sgabello e tutto ciò che devo poggiare senza infangare troppo.

  • Uno spray antizanzare tipo Autan da spruzzare un pò sopra i vestiti e nelle feritoie da dove esce il nostro obiettivo. Consigliatissimo perchè le zanzare a volte sono davvero fastidiosissime e molto numerose soprattutto in zone paludose.

  • Un solido treppiede. Io posseggo un manfrotto 055Xprob che pesa la bellezza di 2,4Kg. Un pò faticoso da portare in spalla alla lunga ma molto solido. A questo ho accoppiato una testa a sfera, sempre manfrotto, la 488RC4 che trovo molto immediata e snodandola mi permette di seguire velocemente i soggetti in volo mantenendo una buona stabilità di traiettoria.

  • Vado almeno 2 o anche 2:30 ore prima che sorga il sole. Poco prima dell'alba vera e propria, infatti, i primi bagliori sono già sufficienti a farci individuare mentre ci si sposta o ci si prepara rendendo vano l'appostamento poichè difficilmente si avvicinerà qualche soggetto. L'attesa sarà molto lunga. Solitamente inizio a vedere i primi movimenti quando il sole inizia a staccarsi dall'orizzone e la giornata si scalda un pochino. Per questo porto sempre con me un pò di buon caffè, qualcosa da mangiare e qualcosa da leggere rigorosamente con luce naturale. Non accendete lampadine all'interno del capanno di notte o sarete avvistati da km! 

 

L'interno del capanno

 

L'attrezzatura fotografica che porto con me è sempre composta dal minimo indispensabile:
la mia 1dmk3, il canon 100-400 con paraluce e moltiplicatore 1.4x, il treppiede, un polarizzatore nel caso la luce nello specchio dell'acqua dovesse creare fastidiosi riflessi, il rivestimento mimetico per obiettivo e paraluce che sporgeranno dalle feritoie, 2 compact flash da 4GB e tanta pazienza!


Qualche accenno anche alle impostazioni dell'attrezzatura ed in particolar modo della mia 1dmk3:
  • Ovviamente la modalità af è impostata su AIServo per l'inseguimento continuo dei soggetti. L'impostazione della sensibilità inseguimento aiservo la imposto un tacca più sul veloce perchè mi interessa un af più reattivo per i repentini cambi di direzione degli uccelli.
  • Il fuoco sul punto centrale con estensione dei limitrofi (c Fn III - 8). In questo modo mi è più facile trattenere un soggetto in movimento. Alcuni fotografi preferiscono utilizzare la modalità automatica che con  sfondi omogenei viene molto comoda ma io trovo che in una situazione con elementi di disturbo sia disastrosa perchè sgancerebbe continuamente il soggetto con il rischio di ritrovarsi con la maggiorparte degli scatti fuori fuoco. Il tutto comununque è molto soggettivo.
  • Generalmente quando utilizzo il multiscatto preferisco lavorare con i JPG perchè, alle volte, come nelle manifestazioni sportive, porto a casa miliaia di scatti e non voglio incepparmi nell'elaborazione delle foto. In questi casi, nonostante le foto sono ugualmente parecchie, scatto rigorosamente in raw per avere un margine di elaborazione maggiore. Molti uccelli hanno infatti parecchie zone candide e il rischio di bruciare i bianchi è molto alto.
  • Riguardo l'esposizione se i soggetti sono prevalentemente garzette, aironi e soggetti chiari compenso di almeno 2/3 di stop in meno per mantenere i dettagli dei toni chiari. La 1dmk3 ha la funzione "priorità tonalità chiare" che predilige la corretta esposizione dei bianchi senza compensazioni ma rallenta parecchio la raffica e quindi preferisco sottoesporre manualmente.

Egretta Garzetta - EOS 1d MkIII - Canon 100-400 + canon TC 1.4X-  focale 560mm
F8 - 1/1250 - iso 200 - treppiede - -2/3 ev
  • Nel caso i volatili siano staticamente appollaiati o passeggiano in cerca di cibo scendo con gli iso per avere maggiore qualità cercando di rimanere su tempi non inferiori a 1/800 per essere sicuro di avere scatti privi di micromosso. Il mio 100-400 è stabilizzato ma con il treppiede è opportuno staccare lo stabilizzatore il quale, essendo di vecchia generazione, sarebbe controproducente. Nel caso invece di raffiche su soggetti in volo, soprattutto con giornate grigie, alzo gli iso a 800/1000 o anche più perchè è necessario che il tempo di scatto non scenda sotto 1/2000. Preferisco lavorare su una foto rumorosa che è pur sempre abbastanza presentabile piuttosto che cestinare foto mosse ;).

  • A volte lo uso con il moltiplicatore 1.4x che fa perdere 1 stop di diaframma portando a F8 l'apertura massima. Mantengo l'af solo perchè ho un corpo serie 1 altrimenti il moltiplicatore non lo avrei nemmeno acquistato.


Per finire qualche scatto di esempio con i dettagli exif:

Egretta Alba - EOS 1d MkIII - Canon 100-400 + canon TC 1.4X-  focale 560mm
F8 - 1/100 - iso 800 - treppiede
 
Piro Piro piccolo - EOS 400D - Canon 70-300 -  focale 300mm
F5,6 - 1/800 - iso 200

Egretta Alba - EOS 1d MkIII - Canon 100-400 + canon TC 1.4X-  focale 560mm
F8 - 1/1250 - iso 320 - treppiede
 

Cavaliere D'Italia - EOS 1d MkIII - Canon 100-400 + canon TC 1.4X-  focale 560mm
F8 - 1/1600 - iso 400 - treppiede




Commenti  

 
0 #7 Jack 2011-06-27 09:02
Ottime foto e ottima tecnica ....... quando dici procediamo col secondo Book Fotografico.
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0 #6 Daniele Pace 2010-11-29 10:13
non ho idea. Io il mio l'ho pagato 129,00 su ebay
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0 #5 P@blo83™ 2010-11-25 19:41
che prezzi hanno?
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0 #4 Daniele Pace 2010-10-20 22:47
niente male...
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+1 #3 andrea 2010-10-20 22:37
Prova a dare un occhiata a questi capanni http://www.hunteq.it/sty-102.htm
Sono della hunteq.. Cosa ne pensi???
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0 #2 Daniele Pace 2010-08-05 20:45
Grazie mille Ferruccio!
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0 #1 Ferruccio 2010-08-05 18:50
Ho imparato tantissimo dalle tue note. Grazie.
Le tue foto sono bellissime

Ferruccio
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